La postura

Postura: posizione del corpo nello spazio e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei.

 

La corretta postura altro è dunque la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico sia in dinamica che in statica, e con l’intervento e l’influenza di vari fattori: neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali.

 

Il concetto di spazialità è immediatamente successivo a quello di postura, proprio perché la postura altro non è che il rapporto del corpo nei tre assi dello spazio.

 

La postura di un individuo è frutto del vissuto della persona stessa, determinato da patologie congenite, traumi fisici ed emotivi, respirazione scorretta, posture professionali scorrette ripetute e mantenute nel tempo, squilibri biochimici derivati da una scorretta alimentazione, ecc. , in base a ciò la postura dell'uomo è in costante e progressiva modificazione.

 

Il concetto di postura si identifica con il concetto di equilibrio inteso proprio come assunzione, mantenimento, cambiamento del rapporto tra soggetto e ambiente circostante portando questo rapporto all’ "ottimizzazione": cioè quella condizione in cui il soggetto stesso assume una postura o una serie di posture ideali rispetto alla situazione ambientale, in quel determinato momento e per i programmi motori previsti in maniera ottimale.

 

Esiste pertanto un insieme di strutture a cui è affidato tale compito detto, Sistema-Tonico-Posturale (S.T.P.), cioè un insieme di strutture comunicanti e di processi cui è affidato il compito di:

  • lottare contro la gravità;
  • opporsi alle forze esterne;
  • situarci nello spazio-tempo strutturato che ci circonda;
  • permettere l’equilibrio nel movimento, guidarlo e rinforzarlo.
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    Per realizzare questo exploit neuro-fisiologico, l’organismo utilizza differenti risorse:

    • gli esterocettori: ci posizionano in rapporto all’ambiente (tatto, visione, udito);
    • i propriocettori: posizionano le differenti parti del corpo in rapporto all’insieme, in una posizione prestabilita;
    • i centri superiori: integrano i selettori di strategia, i processi cognitivi e rielaborano i dati ricevuti dalle due fonti precedenti.

    Una buona postura è quello stato d'equilibrio muscolare e scheletrico che protegge le strutture portanti del corpo da una lesione o una deformità progressiva malgrado la posizione (eretta, distesa, accovacciata, china) in cui queste strutture lavorano od oppongono resistenza.

     

    La postura è cattiva quando si ha una relazione scorretta delle varie parti del corpo che produce un aumento di tensione sulle strutture portanti e quando l'equilibrio del corpo sulla base di appoggio è meno efficiente (relazione del Posture Committe dell'American Academy of Orthopedic Surgeon).

     

    Si deve sapere che già la posizione intrauterina del corpo fetale è caratterizzata da una flessione di tutta la colonna vertebrale (cifosi spiccata), questa postura viene mantenuta per un certo periodo di tempo anche dopo la nascita.

    A partire dalla sesta settimana di vita extrauterina il bambino, inizia ad estendere il collo attivando la muscolatura posteriore del collo che così contrasta la forza di gravità, successivamente il bambino, assumendo la posizione seduta e deambulando "a quattro zampe" gattonando, presenta ancora una cifosi lombare e una lordosi cervicale, ma proprio in questa posizione che impara a controllare il peso della testa con la muscolatura posta superiormente al cingolo scapolare.

    Successivamente si forma la lordosi lombare, quando il bimbo inizia a fare i primi tentativi per rimanere in posizione eretta e quindi camminare.

    A circa dodici mesi di vita si ha il passaggio graduale all’appoggio su entrambi gli arti inferiori ma la postura eretta nell'uomo diviene stabile a circa 6 anni, con la fisiologica formazione e strutturazione delle curve vertebrali: lordosi lombare e cervicale e cifosi dorsale.

    Insieme maturano deglutizione e masticazione fino a completare lo sviluppo tonico posturale intorno agli 11 12 in contemporanea alla stabilizzazione della funzione visiva sensoriale e motoria.

    La postura è l'indicatore della condizione scheletrica in rapporto ai muscoli del soggetto, non è solo una questione estetica di bel portamento, pertanto una postura scorretta indica sempre un problema di assetto generale del soggetto.

     

    Appoggiatevi con la schiena al muro, se l'apice posteriore del vostro gluteo, dorso e cranio non poggiano naturalmente ad esso, è davvero probabile che la vostra postura sia scorretta.

    Se la postura è scorretta anche i movimenti sono scorretti, per non parlare poi dell’ allenamento che inevitabilmente diventa scorretto soprattutto quelli che ricadono sull’area posturale debole ed è proprio questo un aspetto sottovalutato nel mondo del fitness e del body building: l’analisi generale della postura del soggetto, infatti con un assetto sbagliato un esercizio concepito per lavorare determinati muscoli, diventa invece scarsamente efficace poiché recluta parzialmente quei muscoli o addirittura non li fa lavorare.

     

    Analizzate la stessa scheda di allenamento in sala... Viene compilata riferendosi sempre ad un soggetto con petto, spalle, schiena, gambe, ecc. teoricamente perfette non vi è un accenno alla postura, e a volte l’istruttore in automatico e a testa china segna gli esercizi, compila la scheda segna 3*12, ecc. e non si accorge che quel soggetto ha una cifosi marcata, un dislivello marcato delle gambe, in sintesi una postura scorretta e pertanto molte di quelle 3*12 saranno per lui impossibili da compiere correttamente e sicuramente saranno dannosi per la sua salute.

     

    La postura deve essere il primo aspetto da analizzare, prima ancora dell'altezza, del peso o del grasso corporeo. Vi siete mai chiesti perché alcuni soggetti pur eseguendo religiosamente lo squat con una esecuzione corretta, lamentano un affaticamento della bassa schiena proprio a livello lombosacrale superiore a quello dei quadricipiti? E perché altri soggetti ancora pur eseguendo curl bilanciere non riescono a sviluppare grossi bicipiti? La risposta in genere è la stessa: una postura scorretta, un assetto non equilibrato, uno scarico di peso non sui muscoli target ma sulle strutture vertebrali e scheletriche.

    Una postura scorretta vanifica i benefici di esercizi studiati per coinvolgere i muscoli scheletrici secondo una precisa traiettoria, e molto spesso si rivela dannoso aggravando i difetti già presenti.

     

    Vediamo ora nel dettaglio come capire se la nostra postura è corretta o meno.

    L'analisi posturale, che naturalmente andrebbe verificata in ortostastismo da un ortopedico, può essere seguita con sufficiente approssimazione con sistema "fai da te".

    Andrebbe eseguita in compagnia di qualcuno che dall'esterno possa prima di tutto essere più obbiettivo di quanto lo sia generalmente il soggetto stesso e poi possa analizzare efficacemente la visione laterale e posteriore, di impossibile verifica da soli.

    In genere l’analisi posturale viene fatta dall’ortopedico, ma nel caso in cui essa manca ogni istruttore deve conoscere almeno le basi per poter capire i problemi del soggetto al quale compilare la scheda e dunque non solo sollevare la testa mentre scrive le ripetizione, ma cercare di osservare il soggetto, analizzarlo e magari scrivere esercizi più appropriati e seguirlo per individuare gli errori e correggerlo prima di indirizzarlo verso "la sala", tanto più il personal trainer non può non conoscere i difetti posturali del suo cliente, il suo programma di allenamento è personalizzato e pertanto studia la persona nella sua interezza.

    Un esempio di analisi posturale che il personal può mettere in atto è un analisi attraverso un esame obiettivo ti tipo visivo, effettuato con un riferimento "graduato" posto dietro il soggetto.

    Per riferimento "graduato" è sufficiente una parete con delle piastrelle o un muro a mattoni. appoggiatevi nudi, scalzi e completamente rilassati, non effettuate contrazioni, estensioni o comunque movimenti che possono cambiare il vostro aspetto, in posizione frontale: con le braccia lungo i fianchi, palmi verso le cosce, piedi leggermente divaricati ma paralleli fra loro.

     

    Analizziamo quindi gli aspetti principali della postura, effettuando un analisi frontale, una laterale ed una posteriore.

     

    ANALISI FRONTALE

    Dall’ analisi frontale in genere osservo:

    • altezza delle spalle: se una spalla è più alta di un'altra generalmente è presente scoliosi.
    • livello delle mani sulle cosce: se le spalle sono asimmetriche anche le mani dovrebbero essere ad altezza leggermente diversa, ma la differenza può essere celata dalla differente estensione delle braccia e dei polsi.
    • angolo tra le spalle ed il collo: se la linea delle spalle con il collo forma un angolo superiore a 90°, le spalle sono dette a "bottiglione" e sono generalmente abbinate a cifosi e scapole alate
    • livello delle anche: se una cresta iliaca è più alta dell'altra,può esserci una scogliosi, un displasia congenita dell’anca, una diversa lunghezza delle gambe ecc.
    • linea delle gambe: dritte, arcuate o ad x.
    • Ecc.

    Diversa è l’analisi posteriore e laterale delle quali ne rimando la descrizione.